Tutte le cose belle, prima o poi, finiscono
Non so se qualcuno qui ha mai avuto la sventura di seguire quella sottospecie di quiz che è Azzardo su Italia 1. Ultimamente ci sono capitato spesso, in momenti di zapping scazzato in (spesso vana) attesa che il tubo catodico proponesse di meglio per il resto della serata. Ecco, il campione da tempo inenarrabile era un certo Ruben. Dico era perché è stato eliminato stasera, con mia profonda costernazione.
Ruben era diventato uno dei miei idoli personali (no, non come Nicoletta Paciaroni o Lapo, ma poco sotto) e da tempo volevo dedicargli un post. Glielo dedico stasera, anche se, ahimè, ci ha lasciato.
Ruben è il classico esempio di personaggio che nella vita non riesci a vedere in nessun’altra situazione che non sia il giochino preserale di Italia 1. Una figura che si credeva estinta con la fine del glorioso circo di Sarabanda e invece no, esiste ancora. Bruttarello, grassoccio e occhialuto, dava il meglio di sé con i maglioni a quadri stile carta da parati. Non particolarmente brillante ma sempre sicuro di se stesso, era di una stronzaggine unica nei confronti dello sfidante di turno, gongolando ogni qualvolta il malcapitato sbagliasse risposta ed esultando scompostamente ogni qualvolta lui ne azzeccasse una, non importa se quest’ultima consistesse nell’anno di nascita di un premio Nobel oppure nel colore del cavallo bianco di Napoleone. Il grido era sempre lo stesso: Vvvvvaaaaaaiiiii!!! Come a dire, cazzo, però, questa l’ho indovinata e se ne indovino ancora resto campione di Azzardo, mica pizza e fichi. Chissà come sono orgogliosi a casa.
Ruben inspirava antipatia a pelle, nonostante ogni tanto provasse a fare il simpatico, producendosi in terrificanti tentativi di battute. Era un po’ come il compagno saputello delle medie, quello che tutti odiavano e che non faceva mai copiare durante i compiti. E che poi crescendo sarebbe diventato un ingegnere schizzato e incompreso (Massimo del Grande Fratello, per dire).
Mi mancherai Ruben. Mi mancheranno le tue espressioni sveglie e intelligenti. Mi mancherà la tua irritante vocetta che dice “Cambio”. Mi mancherà tutto ciò.
Era dai tempi della caduta dell’Uomo Gatto che non mi sentivo così.
Oppure no. Da oggi su MySpace trovate 


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