Fu così che
Fu così che Mattia fece la seconda pazzia della settimana. Fu così che Mattia, non pago di aver improvvisato una trasferta milanese pro-Baustelle al lunedì, decise di imbarcarsi in una trasferta fiorentina pro-Editors il venerdì. Fu così che Mattia prese l’autostrada da solo per la seconda volta nella sua vita, nonché per la seconda volta in cinque giorni. Fu così che arrivò in Firenze e parcheggiò dove non doveva parcheggiare, ma incontrò un ausiliare che parlava tal quale al Brasini e spostò la vettura senza far storie. Fu così che si recò in Fortezza e si posizionò in secondo fila, dietro gente fin troppo carina per i suoi gusti. Fu così che vide Tom con i basettoni fare sesso orale col microfono, e capì che Tom era davvero uno degli uomini della sua vita. Fu così che apprezzò il concerto, nonostante l’irruenza del pubblico fiorentino. Fu così che fece poche foto ma ben assestate. Fu così che si contrariò, quando dopo un’ora e dieci di spettacolo i riflettori si spensero, e senza che Camera fosse stata eseguita. Fu così che perse per la seconda volta la scaletta, ma rimediò un bernoccolo nel tentativo di prendere una bacchetta, che a lui le bacchette gliene fregano molto meno delle scalette, ma i facinorosi che aveva attorno la pensavano diversamente. Fu così che rubò due poster dei Gogol Bordello, che male non fanno. Fu così che iniziò un appostamento, e due ragazze lo riconobbero. Fu così che esse dissero: “tu eri a Milano, vero?”. Fu così che continuarono l’appostamento insieme, scambiandosi solo poche frasi. Fu così che Mattia raccolse da terra la scaletta del gruppo spalla, che poveri cristi erano pure bravi. Fu così che una delle ragazze disse: “Toh, ma quella non è una bacchetta?”. Fu così che siccome esse non agivano, Mattia raccolse anche una delle bacchette lanciate da Ed, che la gente si ammazza per prenderle e poi le abbandona dove capita. Fu così che i tre videro passare Russell e Chris nei camerini, ma furono cacciati da una security a metà strada tra stronzaggine e amici degli amici. Fu così che Mattia staccò un poster dei Baustelle, che già in casa ne aveva pochi. Fu così che la Fortezza venne abbandonata con l’amaro in bocca, direzione auto. Fu così che Mattia imboccò nuovamente l’autostrada. Fu così che Mattia prese un caffè all’Autogrill, che nel weekend costa solo 50 centesimi, e si mise al riparo da eventuali colpi di sonno. Fu così che Mattia sbagliò l’uscita dell’autostrada e si ritrovò a Reggio Emilia ad ammirare un avveniristico ponte e poi a passarci sopra, diretto non si sa dove. Fu così che Mattia si portò sulla strada di casa, osservando la lancetta che virava paurosamente verso la riserva. Fu così che Mattia disse: “Meglio non rischiare.” Fu così che Mattia si fermò ad un self service, decifrò i diagrammi e infilò 20 euro nella bocchetta. Fu così che la macchinetta disse: “Estrarre l’erogatore numero 1″. Fu così che l’erogatore rumoreggiava ma non erogava. Fu così che il rumore finì e Mattia pensò: “Sarà rotto il display, ma per erogare ha erogato, perché lo tiro fuori e gocciola.” Fu così che Mattia ripartì convinto che “ora la lancetta risale, diamogli tempo”. Fu così che Mattia si accorse con raccapriccio che essa non saliva, che i 6 minuti erano passati, che quello stracazzo di self service si era fottuto 20 euro come ridere. Fu così che Mattia tornò a casa con istinti omicidi. Fu così che Mattia si rese conto che porca di quella puttana troia, se andava a vedere i REM a Milano con gli Editors di supporto spendeva un fracco di meno anche se l’ingresso costava 40 euro. Fu così che Mattia decise che lui a Firenze in macchina da solo non ci sarebbe mai più andato.







Manu Chao
Cocteau Twins
Ké
Sybil Vane
David Bowie
Serj Tankian
Trans-Siberian Orchestra
Blondie
Baustelle
Portishead



